L'UOMO MISTERIOSO

L'UOMO MISTERIOSO

martedì 6 dicembre 2011

CAPITOLO 6




POV ANTHONY

Sospiro.
Sospiro.
Sospiro.
Bella, Bella, Bella.
Quando arrivi?
 Dove sei?
 Cosa fai? Mi sento patetico! Sì sono proprio patetico.
Cerco di muovermi lentamente, prima una gamba, poi l'altra.
L'altra infermiera è appena passata a vedere se ho bisogno di qualcosa.
E' ora di colazione e la mia Bella ancora non si è vista.
Quando non c'è mi sento solo, abbandonato. Questo corpo che non sento mio, le parole che non escono. Quante cose avrei da dirle.
Nevica. Riesco a mettermi seduto e vedo la neve cadere.
I fiocchi sono enormi, il mondo creato e modellato da qualche mente scherzosa e burlona,  piano piano ha trovato il suo equilibrio. Anche nell'armonia dei colori e delle cose.
Come i fiocchi di neve.
Ogni tanto succede che le cose vanno storte, prendono una brutta piega. Vanno nel verso sbagliato.
Come la mia mente. Dove sono andati i miei ricordi?
Non ricordo nulla o poco. Il mio nome, il mio passato. Cosa ci faccio qui? Sono stato aggredito mi hanno raccontato.
Gli Ispettori sono stati qui anche ieri, per vedere se ricordavo qualcosa, mi hanno fatto delle domande. Ma niente. Sono difettoso.
Ricordo Bella.
Oh se me la ricordo. Ricordo di essere un uomo. Ricordo che mi piacciono le donne.
Sono solo sensazioni. Ma so che è così.
Non riuscivo a muovermi ma lei me la ricordo. Tutte le sue parole. Il suo profumo.
Le sue carezze..... i suoi baci anche! I BACI.
Quelli me li ricordo bene. eccome se li ricordo. Quanto di più perfetto? Nulla!
Come vorrei che mi baciasse ancora. Ma non oso. Non vorrei spaventarla o imbarazzarla. Sento che per lei è difficile già così.
Chiudo gli occhi e sogno il suo corpo.
Come questa notte. Accidenti mi sento eccitato. Non riesco a muovere bene le gambe, ma quello lo sento eccome.
Quando guarirò..... dovrò farle capire, cercherò di farle capire cosa provo per lei.
E se lei avesse un altro? Forse lo fa per pietà. O chissà!
Sono un invalido, senza memoria per giunta!
L'ho posseduta nel mio sogno di sta notte. Quando mi sono svegliato ho anche controllato di non aver lasciato traccia nelle mie mutande. Per fortuna no! Era solo un sogno, ma sembrava così reale.
Il suo odore, i suoi gemiti, la sua pelle! Il mio nome , quante volte lo ha urlato ...... come vorrei farti cose indicibili. Mi sento tanto un porco in questo momento, e sono eccitato. Visibilmente eccitato.
So cosa provo per lei, non è solo attrazione. Sono confuso, me ne rendo conto, data la mia situazione è comprensibile, ma quando c'è lei qui nella stanza con me, il mio mondo grigio cambia. Si riempie di sfumature, prende vita, si anima. La mia luce. Il mio tutto!
Le sono grato, totalmente! Totalmente rapito da lei. Vorrei portarla a passeggio in riva al lago. Io e lei soli, spensierati. Sono sicuro che lo vorrebbe anche lei.
Potremmo correre, potremmo rotolare nella sabbia bagnata, riempirci i vestiti. Toglierli.....
Sento la porta sbalancarsi, il Dr. Carlisle e Bella entrano. E' arrivata. Il mio sole è arrivato!
Mi salutano. Lei si avvicina, guarda il dottore e poi guarda me negli occhi e mi accarezza una guancia. Respiro la sua pelle! Mi inebrio. LA VOGLIO.
Cerco di trattenermi e le sorrido. Lei ricambia "Buongiorno Anthony! Tutto bene questa mattina? Hai dormito? Spero di sì perchè questa mattina inizieremo la fisioterapia, il Dr. Cullen rimarrà con noi per un po' per darmi delle indicazioni terapeutiche, qui ho le lastre che ti abbiamo fatto quando sei arrivato e quelle più recenti.
Non hai niente che faccia pensare a qualcosa di patologico..... sei solo leggermente bloccato, effetti dovuti al coma. Ma ora vedrai, vedrai che con un pizzico di forza di volontà.... tornerai a camminare."
Il Dr.  Carlisle annuisce con la testa, a conferma delle parole di Bella.
Sono ottimisti, loro. Io no!
Non ci riesco ho paura. Quando ritornerò a camminare cosa farò e Bella mi vorrà?
Un uomo senza il suo passato. Senza ricordi. E se fossi un ladro? Se fossi un farabutto? Tutto si spiegherebbe.....
Ho paura che Bella non mi voglia, dopo! Adesso è qui, mi infonde coraggio, mi da forza..... ma..... quando inizierò ad essere autonomo? HO PAURA, TANTA PAURA!
Bella sembra capirlo. Rimaniamo soli, il dottore esce per altre visite, tornerà dopo.
Rimane vicino a me e mi passa la sua mano nei capelli, cerca di sistemare il groviglio che ho in testa. Le afferro il polso, all'improvviso. La blocco talmente in fretta che emette un lieve gemito di sorpresa. Mi porto la sua mano alla bocca, senza lasciarle il tempo di pensare gliela bacio. La annuso, cerco di essere più spinto e deciso che posso.
Cerco di farle capire quanto la desidero, quanto mi sia mancata questa notte.
Le bacio lentamente la punta delle dita, tutte, 5 baci. Lei mi guarda con la bocca semi aperta, ha gli occhi lucidi, sembra capire. Almeno lo spero. Non resisto. Non resisto è troppo. Il suo sguardo è tra lo spaventato e lo sbigottito. Sento caldo, sento il fuoco. Lei rimane immobile, continua a fissarmi. Passa dai miei occhi alla mia bocca. Voglio di più.
Azzardo.
Con la mano libera afferro il suo braccio e la attiro a me..... mi spingo sulla sua spalla e la avvicino. Devo essere veloce. Non devo pensare. Devo agire. Sto per scoppiare. Non riesco a muovermi bene e i miei movimenti sono faticosi..... ma riesco ad avvicinare il suo volto al mio. Rapido affondo la mia mano dientro al suo collo, tra i suoi capelli raccolti, ancoro la sua bocca alla mia. La voglio CAZZO! Ti prego non mi respingere! Non potrei sopportarlo. Per troppo tempo ti ho aspettata! Lo penso, lo so lo sento che non ho mai provato nulla del genere. Lei rimane rigida, però non mi allontana, si lascia baciare. Prima con la bocca chiusa, presso molto, spingo le mia labbra sulle sue. Le vorrei divorare.
Mi stacco un attimo, non le dò il tempo di pensare che mi rifiondo su quelle gemme morbide e mi ci aggrappo. Vorrei divorarle. Lei risponde questa volta. Non rimane ferma. Risponde al mio bacio, spalanco la bocca e faccio uscire la lingua, la lecco piano con la punta appena appena. Non vorrei correre troppo, ma non resisto. Ansimo anche rumorosamente, non riesco a trattenermi. La sua bocca si apre, le nostre lingue si sfiorano, si cercano. CAZZO!
Voglio di più. La voglio adesso. Mille volte meglio del mio sogno! Il suo odore, il suo sapore.  Sto per morire lo sento! Sono in paradiso. Finchè lei non si stacca e si  allontana. Si porta una mano alla bocca! E' turbata lo vedo. Lo sento. Mi fissa, incredula.
Ecco, sei un fesso. Hai rovinato tutto. Dio!
Sono accaldato, respiro a fatica. "Bellaaa " la chiamo, mi ha voltato le spalle. Vorrei che si girasse e mi guardasse. Voglio capire cosa prova. Se è l'effetto sorpresa che le causa questa reazione o si tratta di disgusto. Però lei è la prima ad avermi baciato, quando dormivo,  quando ero freddo ed inerme in questo letto. Ne sono sicuro. Forse ci ha ripensato.
Forse sono solo un povero illuso e mi sono davvero immaginato tutto! CHE IDIOTA.
Lei si gira, mi fissa ancora sbigottita. Abbasso lo sguardo, non riesco a sostenere il suo, e scuoto la testa, sospiro rumorosamente e chiudo gli occhi. Ancora il suo sapore sulle mie labbra.
Sento un rumore, riapro gli occhi, vedo la porta chiudersi e Bella è sparita. E' uscita.
Se n'è andata. Senza dire niente! Mi sento vuoto ed inutile. Mi picchietto le nocche sulla testa.... CRETINO. IDIOTA. IMBECILLE. MA COME HO POTUTO.
SEI UN IDIOTA EDWARD MASEN................ rimango senza fiato.......!

CAPITOLO 5



CAPITOLO 5.

Carlisle mi ha detto che tra qualche giorno sposteranno Anthony, lo trasferiranno in neurologia! Non ha ancora riacquistato la memoria, nè la parola, ma è fuori pericolo ormai.
Dovranno sottoporlo a vari esami e a varie sedute di fisioterapia.
Non potrò più vederlo come prima, ma Carlisle ha capito quanto lui sia diventato importante per me, per cui ha disposto che sia io ad occuparmi ancora di lui e della fisioterapia in particolare.
Soprattutto è Anthony che ha fatto capire, con chiari segnali, di non voler nessun altra a curarsi di lui al di fuori di me.
Adesso riesce a muoversi meglio e l'altro giorno ha volutamente rovesciato tutta l'acqua per terra, quando Rosalie ha tentato di svestirlo e lavarlo. ERA ME CHE VOLEVA.
Carlisle ha capito che i  miglioramenti di Anthony sono dovuti in parte alla mia vicinanza, alle mie cure.  Lo guardavo con la bocca aperta, incredula "Isabella, credo che tu gli piaccia. E come dargli torto. MI sono accorto che tra di voi c'è una sorta di legame, il vostro comunicare con i gesti.... credo, anzi sono convinto,  che la miglior cura sia tu".... più lo ascoltavo e più mi rendevo conto che aveva ragione.
 Capivo il suo stato d'animo solo guardandolo negli occhi. Io leggevo nel suo cuore e lui nel mio.
Dove mi sta portando questa cosa non lo so. So solo che quando non lo vedo mi manca il respiro e il mio cuore sembra smettere di battere; so che anche per lui è così, lo sento, lo vedo nei suoi sorrisi e anche quanto lui si sforzi di pronunciare il mio nome "Bella...." lo fa tutte le volte che entro nella sua stanza, quasi a ringraziarmi per quello che ho fatto e faccio per lui.
Sono sicura che mi legge dentro e penso che sappia del mio amore. Certo che lo sa! Lo nota nei miei gesti e nelle mie parole. Sente anche che non è facile per me occuparmi di lui in certi momenti, così quando lo faccio...... CHIUDE GLI OCCHI!
Ha capito che saperlo ad osservarmi mentre gli lavo le gambe  o le sue zone più nascoste, mi imbarazza, non mi lascia indifferente.
Non mi lascia indifferente mai, veramente. E' così sensuale, nei suoi movimenti. Il suo corpo è così armonioso, perfetto. Tutto di lui mi attrae.
Gli ho spiegato  che mentre era addormentato gli ho dato un nome ,Anthony,"Non ti dispiace vero? Posso continuare a chiamarti così? " .
Quel giorno ha sollevato lo sguardo verso di me, mi ha sorriso timidamente, in quel suo modo unico, ha fatto  cenno di avvicinarmi a lui. E' rimasto ad osservare le nostre mani intrecciate per qualche minuto , poi ha appoggiato l'altra sopra la mia. In senso di protezione. Teneva stretta la mia mano con le sue..... e ritornando serio ha sollevato lo sguardo verso di me,  puntando i suoi splendidi occhi nei miei, come se con quel contatto volesse leggere i miei pensieri più intimi e nascosti ed ha annuito timidamente. Appoggia la sua bocca sulle nocche della mia mano, regalandole un lieve bacio, un ringraziamento. Tutto questo continuando a fissarmi, voleva rendersi conto della mia reazione e la mia approvazione al suo gesto.
I suoi modi gentili, i suoi sguardi. Ho i brividi lungo la schiena.
Lo aiuto a sedersi sulla sedia a rotelle e lo accompagno nella sua nuova stanza. Ho comprato dei fiori, delle rose bianche, le sistemo nel vaso vicino al letto.
Lo saluto ed esco! Devo..... ma non vorrei.
Domani inizieremo la fisioterapia alle gambe. Sarà dura, sarà tutto tranne che una passeggiata!
Le strade di Chicago sono gremite; è sera ormai e i locali sono in fermento. Musica, risate... euforia.  Respiro l'aria fredda e umida, scende fino ai polmoni per poi uscire in una nuvola di vapore. Qualche fiocco di neve ghiacciata scende lentamente illuminata dalla fioca luce dei lampioni.
 "Isabella, buonasera!".
Mi fermo, mi giro. Dietro di me, davanti alla porta di un locale affollato e fumoso qualcuno mi saluta sorridendomi.
Jakcson, il figlio della mia vicina di casa.... di qualche anno più grande di me.  Gentile ed estramente educato (forse anche troppo cerimonioso) fa qualche passo verso di me porgendo la mano. Allungo il braccio e lo saluto.
"Buonasera.  Cosa fa qui di fuori, cosa la porta da queste parti?"
"Sono con dei colleghi e avevo bisogno di un po' di aria fresca, ma che coincidenza"
"Mi stava aspettando vero?"
"Isabella,  non riesco mai a raccontarle bugie. Proprio come quando eravamo piccoli, mi smaschera sempre".
"Posso avere l'onore della sua compagnia ed offrirle qualcosa da bere?"
Gli sorrido, ho bisogno di  distrarmi un  po' effettivamente, sono sei mesi che non entro in un locale.
Gli sorrido ed entriamo. Ci fanno accomodare ad un tavolo e ordiniamo.
La musica Jazz è frizzante ed è accogliente. Mi guardo attorno e penso subito quanto mi piacerebbe che ci fosse Anthony qui con me.
Mi volto e vedo Jackson che mi sta fissando.
 "Chiedo scusa non sono di ottima compagnia sta sera,  allora di cosa si occupa adesso? Sua madre si lamenta che non la vede mai. Come si trova a New York?"
"Saprà già che ho aperto un' agenzia investigativa e collaboro con la Polizia di New York e Chicago. Non sono da solo ho dei soci che lavorano con me, loro però sono fissi qui in città.
Sono arrivato oggi e ancora non ho avuto il tempo di passare da mia madre, era tardi e siamo venuti qui, per rilassarci un po'! Sono seduti a quel tavolo."
Mi indica un angolo del locale , vicino al pianoforte. Osservo il pianista, un uomo di mezza età. Muove le dita allegramente sui tasti e lascia dondolare la testa a ritmo della musica. E' nel suo mondo, è rapito dalle note, come solo gli artisti sanno fare.
Prendo un sorso di succo di mela dal mio bicchiere e dirigo lo sguardo verso il tavolo a destra del pianoforte e vedo due uomini nerboruti in compagnia di due ragazze.  Sono ben vestite, belle ed eleganti. Una in particolare ha l'aria famigliare. Indossa un vestito chiaro che lascia le braccia scoperte e cade morbido sui fianchi. Uno di dei due ragazzi le accarezza il braccio destro. Non ci posso credere, strabuzzo gli occhi "Rosalie".
"La conosce?"
 "E' una mia collega di lavoro"
"Isabella, è piccolo il mondo non lo sa?"
Sono indecisa se andarla a salutare, ma preferisco volgermi verso Jackson "Mi perdoni, ma domani mattina presto ho il turno in ospedale, si sta facendo tardi e penso sia meglio che mi affretti a casa"
"L'accompagno.... è tardi e non va bene che una donna sola si incammini per le vie di Chicago".
L'aria fredda mi colpisce il volto è piacevole però, dopo poco sono a casa, mi accompagna davanti alla porta.
Mi sorride e porta una mano sul mio viso, accarezzando una guancia. Abbozza un sorriso gira i tacchi e sparisce. Rimango a fissarlo per un attimo basita.
"Mamma sono a casa!" Mia madre mi corre incontro saltellando, sembra una bambina.
"Vieni tesoro mio, la cena è pronta"
Mentre mangiamo le parlo di Jackson e del suo lavoro.
"Sua madre è molto preoccupata, è un lavoro pericoloso. Di questi tempi le strade non sono sicure e le organizzazioni criminali sono spietate"
"Lo so mamma, vedessi come era entusiasta e poi è sempre stato amante del pericolo, ti ricordi da piccolo cosa non combinava a quella povera donna?"
Continuiamo, ridiamo e lei mi parla di Jacob il figlio del suo datore di lavoro. Speriamo che non decidano di combinarmi un'uscita con lui, non ne sarei poi tanto felice.
Sono nel letto ma non ho sonno, ripenso alla giornata, ad Anthony, sempre.
All'improvviso spalanco gli occhi e mi ritrovo il pavimento della stanza ricoperto di candele...... in piedi al bordo del letto Anthony, in tutto il suo splendore. A petto nudo con indosso solo dei pantaloni grigi.
Statuario.
Bellissimo.
Mi guarda serio, mi fissa, sembra che voglio divorarmi. Allunga un  braccio e mi mette seduta sul letto. Io indosso una sottoveste nera di pizzo.
Non toglie lo sguardo da me e con il dito indice della mano sinistra fa scivolare la spallina sottile sul braccio, fa lo stesso con l'altra.
La sottoveste scivola silenziosamente sul mio bacino lasciando i miei seni completamente  scoperti e vulnerabili. Poi con tutte e due le mani mi prende il volto e fa passare le sue dita dientro la nuca massaggiandomi la base della testa del collo. Emetto un gemito, non riesco a controllarmi, mi sento di nuovo schiava delle sue mani. Lui mi sovrasta e si avvicina. Sollevo le mie braccia e gli cingo i fianchi, lo porto più vicino a me e mi ritrovo la bocca all'altezza del suo ombelico. Faccio entrare la mia lingua all'interno di quella meravigliosa fessura, lecco e respiro. Lo solletico. Le mie mani intanto sono salite al suo petto e accarezzano i suoi capezzoli che diventano immediatamente turgidi, lo sento rabbrividire, prova piacere sotto il mio tocco e il suo respiro diventa più affannoso, più rumoroso.
Lentamente rivologo il mio sguardo verso l'alto e vedo un essere meraviglioso che con gli occhi chiusi e la testa rivolta all'indietro respira a bocca aperta. Sta godendo.
Le sue mani avvicinano ancora il mio viso al suo ventre che intanto comprime verso la sua  pancia.
 E lo sento.
 Sento il suo sesso duro, rinchiuso e costretto dentro i pantaloni.
Continuo a guardarlo e accarezzo la peluria rada del petto e mi beo del profumo che emana la sua pelle.
Come rapita da qualche forza sconosciuta faccio scendere le mie mani e gli slaccio i pantaloni.
Li lascio cadere a terra.....  pantaloni e boxer. Lo libero e mi allontano leggermente per poterlo guardare bene!
E' umido, bagnato, eccitato. Geme Anthony, non mi ferma. Apre gli occhi e mi fulmina con lo sguardo. Ha gli occhi iniettati di sangue talmente il desiderio lo assale. Sembra volermi sbranare. Penso addirittura di aver sentito un ruggito uscire da quella bocca ora serrata. Un suono ruvido che esce direttamente dalla gola.
Mi sento bagnata ed eccitata come non mai. Mi desidera, vuole farmi sua. VUOLE ME!
MI accarezza i seni, mi strizza i capezzoli, tanto,  una sensazione quasi dolorosa, la stessa del mio basso ventre. Sono persa e schiava, ancora, per sempre, all'infinito.
Ritorna con una mano a prendermi la nuca e porta il suo membro in direzione della mia bocca, che come un automa si spalanca, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
E mi riempie la bocca, entra e spinge, ansima e io con lui. Succhio e lecco. Lo divoro. Lo voglio. Gioco con lui come se fosse il gelato più buono che abbia mai assaggiato.
Mi sento avvampare. Non è delicato, è forte e  prepotente. Mi vuole scopare la bocca. Mi vuole così. Vuole liberare la sua eccitazione , vuole farmela assaggiare, .... e infatti dopo non molto lo sento venire e svuotarsi nella mia bocca. Emette un ultimo gemito, strozzato, respira a fatica. Continua a fissarmi. Il delirio. Ingoio tutto e mi lecco le labbra fissandolo a mia volta.
Mi prende per le spalle e mi adagia sul letto, e mi bacia a lungo a fondo.... i nostri sapori si mescolano, lecca il mio collo, le nostre lingue si intrecciano fuori dalle nostre bocche.
Mi solleva il bacino e senza aspettare di riprendere il fiato, affonda dentro di me.
Ritorna a spingere come se non fosse ancora venuto.
Porto le mie gambe intorno alla sua schiena, per permettergli di affondare meglio dentro di me. Senza nessun ostacolo.
Scivola. Sono bagnata come non mai. Rumoreggia, parla alle mie orecchie e io non resisto più, sento un ondata di calore e piacere scendere velocemente in basso e pulso, pulso ..... vengo e urlo il suo nome. Sento il suo mio e il suo orgasmo esplodere dentro di me.
Mi morde un labbro. Un animale. Un vero animale da monta. Una macchina per il piacere.
Un Dio del sesso.
Di nuovo mi sveglio..... se l'ultima volta che mi era capitato di sognarlo ero sconvolta, questa volta ero DISTRUTTA. Completamente sudata e bagnata, le coperte per terra. Devo essermi agitata parecchio, cavolo! E ti credo, ho subito un assalto dal mio Anthony.
E' ancora buio. Mi alzo, dalla finestra vedo uno strato di neve compatto e ghiacciato ricoprire la strada, i tetti....tutto è bianco.
Torno a letto e  mi addormento. Sono sfinita!

CAPITOLO 4


CAPITOLO 4.

"Dr. Cullen, cosa ne pensa?"
"E' ancora presto per rilasciare la prognosi, ma credo che il peggio sia passato"
Tolgo la flebo, alzo lo schienale del letto, gli sistemo un altro cuscino dietro la schiena e nel farlo lo guardo. Lo scruto... chissà se ricorda che l'ho baciato! Che vergogna.
Intanto lui mi fissa, negli occhi sempre, per tutto il tempo.
Cosa potrà pensare di me. Che non sto bene, che mi serve una clinica psichiatrica.
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Quando ho avvisato i miei superiori che il paziente della stanza 8 si è svegliato, tutto il piano della terapia intensiva si è animato. Oltre al Dr. Cullen è corso anche il neurologo a  controllare il grado di sensibilità del suo corpo e accertarsi delle eventuali lesioni che il suo cervello potrebbe aver subito, sia durante l'aggressione, sia durante il coma. 
Rosalie, una delle infermiere di turno si affacciò prima di tutti gli altri, per aiutarmi a liberarlo dai fili e dai tubi.
Anthony, ha finalmente riaperto gli occhi, guarda prima me e poi Rosalie. Poi il suo sguardo ritorna su di me. Lo vedo che si sente smarrito, sicuramente non ricorda come ha fatto ad arrivare qui.           Mi scruta così intensamente da farmi arrossire, credo che se ne sia anche accorto.   
 Anthony non parla, ancora non parla, ma Carilsle, ehm ehm il Dr. Cullen è ottimista.
"Un passo alla volta Bella".
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No non siamo diventanti improvvisamente intimi.... e che qualche mese fa, il Dr. Cullen mi ha invitato fuori a cena...... nonostante le occhiatacce che ho ricevuto da alcune colleghe, ho deciso di accettare il suo invito. E' un uomo affascinante, buono, bravissimo nel suo lavoro, colto e gentile. Rispettoso. Non me la sono sentita di rifiutare la sua richiesta, in fondo non facevo niente di male. Ricordo che abbiamo passato una bellissima serata, ma nulla più.... 
 Quando mi ha riaccompagnato a casa l'ho ringraziato con un tenero bacio sulla guancia e gli ho fatto capire che tra me e lui, almeno per il momento, non avrebbe potuto esserci altro che amicizia.
Lui mi ha sorriso teneramente e per tutta risposta si è inchinato in un tenero baciamano.
Sembra accontentarsi e in questi mesi ci siamo sentiti molto vicini. Da quella sera quando che rimaniamo soli ci chiamiamo per nome, semplicemente. 
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Come potevo fare adesso. Ero fritta. Totalmente fritta. Ero felice e triste insieme.
Che stronza! L'uomo che amavo, l'oggetto dei miei desideri, colui che allettava i miei sogni notturni,  si era risvegliato. Era lì di fronte a me e continuava a fissarmi.
Non solo non parlava, purtroppo non era nemmeno in grado di muoversi bene. 
Abbiamo cercato di fargli scrivere il suo nome su di un foglio di carta, ma niente! NOn riusciva..... scuoteva la testa...... niente. Gli abbiamo portato un tabellone con le lettere, ma niente.... lui non ricordava niente. Nemmeno il suo nome. Aveva perso la memoria, almeno momentaneamente (così ha detto Carlisle). ANcora non  toccava che aspettare. 
E adesso cosa faccio? Ho passato la giornata scandendo il tempo, tra le scartofie e a controllare i turni e il lavoro delle infermiere. Ogni tanto mi affacciavo al vetro della sua stanza per guardarlo.
BELLISSIMO!
Era immobile. Qualche volta sembrava dormire, altre fissava il muro davanti a se..... così decisi di prendere l'iniziativa e durante la  pausa pranzo decisi di chiedergli se gli faceva piacere un po' di compagnia..... sembrava contento ma al contempo triste.
Chissà se si ricordava tutte le volte che ero stata da lui e gli avevo parlato. 
Per me era una cosa normale prendergli la mano,  toccarlo , sfiorarlo. Oddio anche baciarlo!
Ma lui??? Non sapeva chi io fossi, non potevo comportarmi come avevo sempre fatto, alle volte dovevo trattenermi ...... soffrivo. Avrei voluto confessargli il mio amore per lui, ma come potevo!
Nemmeno per nome (quello che avevo inventato io) potevo più chiamarlo. FRUSTRAZIONE.
Anthony se ne accorgeva eccome, aveva gli occhi furbi ogni volta che io mi avvicinavo a lui per aiutarlo a bere o a mangiare. 
Era stuzzicante, sembrava divertirsi. Sembrava burlarsi di me. Mi imbarazzava e lui lo sapeva.
Tutto questo glielo leggevo negli occhi naturalmente. Era chiaro. Mi sorrideva.
Finchè entrai da lui con in mano un catino di acqua tiepida, una spugna...... per lavarlo, come avevo sempre fatto. Accidenti, questa volta era diverso. ECCOME!
Perchè lui mi guardava, e aveva quello sguardo, come dire compiaciuto!?
Cercai di non pensarci, di non guardarlo nel occhi e inizia a spalmargli la schiuma da barba sul volto. A rieccoci...... cercavo, mi sforzavo di essere professionale..... ma più mi avvicinavo sentivo le mie gambe tremare. Come avrei potuto passargli un rasoio affilato sul volto, con le mani che mi tremavano. Oddio che situanzioneeeeeeeeeeee!  Quasi mi odio per essermi messa in questo casino. NOn posso comportarmi così. Ho il cuore di pietra io! Non mi scompongo davanti a niente, sul mio lavoro almeno. 
FINO AD OGGI! CERTO PRIMA DORMIVA..... NON REAGIVA.... NON MI GUARDAVA CON GLI OCCHI PIU' BELLI ED ESPRESSIVI CHE IO ABBIA MAI VISTO.
Feci un respiro profondo e aprii e chiusi gli occhi, per concentrarmi. Non potevo permettere che lui mi distraesse! Lo odiavo anche in questo momento. Mi aveva resa completamente succube di lui. Mi feci forza e piano piano lo sbarbai!
Lo salutai, mi congedai da lui. Con sollievo da una parte e con la morte nel cuore dell'altra.
Come potevo risolvere la situazione. Dovevo escogitare qualcosa al più presto o sarei morta di sicuro! MORTA PER IMPLOSIONE!
Torno a casa, spero che l'aria fresca mi schiarisca le idee! Salgo in casa, saluto mia madre, ci raccontiamo la giornata..... le racconto di Anthony, le dico che il nostro paziente si è finalmente svegliato...... Chiacchieriamo molto io  e lei, ceniamo, ci confortiamo a vicenda. Le voglio bene.
Fino a che non giunge l'ora di andarsi a coricare. Niente letture sta sera, abbraccio il mio cuscino e chiudo gli occhi.

CAPITOLO 3



CAPITOLO 3.

Brrrrrrrrrr.
Che brividi. Certo che, anche se sono nata qui a Chicago non mi abituerò mai al freddo gelido che penetra nelle ossa, mi avvolgo meglio nella mia sciarpa di lana blu e continuo a camminare.
Nell'attraversare la strada rischio anche di scivolare sul lastrone di ghiaccio che si è creato per terra. Fortuna che sono arrivata in Ospedale e mi è rimasto ancora qualche minuto per riuscire a bere un  bel bicchiere di caffè fumante, prima di prendere servizio.
Salgo in terapia intensiva. Saluto qualche collega, il buongiorno di rito a Sam il giornalaio, che mi passa il Chicago Tribune al volo. Leggo distrattamente le notizie in prima pagina..., vado agli annunci...... se qualcuno cercasse Anthony? Ma dai chi metterebbe un annuncio sul giornale, sogghigno, come quando perdi il gatto o il cane? Che idee balzane che mi vengono!
Alzo la testa. Davanti alla stanza delle infermiere due uomini, con cappotto e cappello, li riconosco subito.
Tremo, ho paura di sentire quello che hanno da dirmi.
Sono gli Ispettori che si occupano del caso di Anthony. Uno di loro si avvicina a me, con una mano si leva il cappello e l'altra me la porge in una forma di cordiale saluto.
"Miss Swan?... Ci scusi non vogliamo farle perdere tempo, siamo solo passati a vedere il paziente della 8, non abbiamo ancora notizie, stiamo indagando, ad oggi ancora nessuno ha sporto denuncia per la scomparsa di quell'uomo!"
Chissà perchè??? Perchè e cerco di trattenere un sospiro di sollievo, mi viene naturale, sempre la solita storia, non voglio che mi portino via Anthony.
Cerco, anzi mi sforzo di manifestare indifferenza, come se la cosa non mi riguardasse.... e con un cenno della testa li sprono a seguirmi..... mi libero del cappotto, poso sul mio tavolo borsa e giornale e faccio strada ai due uomini che cammino dietro di me.
Prendo un respiro, abbasso la maniglia ed entro, tengo la porta spalancata ed invito i due ad entrare. Mi avvicino alla finestra e sollevo la persiana per permettere ad un un po' di luce di schiarire la penombra della stanza, quel po' che il tempo uggioso permette!
I due uomini controllano i miei movimenti, li osservo con la coda dell'occhio..... torno vicino al letto, leggo la cartella della notte.... tutto bene, niente di nuovo.
Niente di bene, niente di male.
Lo guardo. Sempre pallido e immobile. La flebo nel braccio è piena, la mia collega deve essere passata da poco. Meglio, guardo i due uomini alla mia sinistra.
"Signori, se non avete altro da dirmi, penso sia tutto, per cui, inizierei il mio lavoro e vi lascio liberi di continuare il vostro. Naturalmente rimango a vostra disposizione e avvisateci subito se avete delle novità"
"Certo, non mancheremo, buon lavoro" accennano ad un inchino, riposizionano il cappello in testa, girano i tacchi e escono dalla porta. La chiudo attenta a non fare nessun rumore.
FINALMENTE! FINALMENTE SOLI!
Mi siedo vicino a lui, gli prendo una mano, gli tasto il polso. Forte e regolare, buon segno.
Gli passo una mano tra i capelli biondi, ma non troppo chiari. Perfetti per la sua carnagione.
Le sopracciglia folte gli infondono un'aria leggermente burbera, severa e gentile allo stesso tempo, le trovo armonicamente perfette per i suoi occhi, e contribuiscono rendergli un aspetto regale, legano bene con le sue ciglia lunghe, tanto da sembrare dipinte!
Chissà se il colore degli occhi è lo stesso del mio sogno. Tornano prepotenti le immagini di quella notte. Sospiro. Mi passo una mano tra i capelli legati, attenta a non spettinarli.... e mi balena in testa un'idea folle!
FOLLE! SONO UNA FOLLE! PAZZA PAZZA .......
IO questa notte ho fatto l'amore con quest'uomo, non era finto... era troppo reale.... ancora sento le sue mani dentro di me, le sue spinte, la sua lingua.....i suoi gemiti,  il suo modo adorante di guardarmi.
Come può un sogno sembrare così reale.
Il suo sapore, il suo odore.... BELLA BASTA... TROPPA FANTASIA GALOPPA QUI!
Come rapita dal suo volto, avvicino le mie labbra alle sue, non resisto e le appoggio..... le sfioro con le mie.
Rimango immobile qualche secondo, chiudo gli occhi e premo di più le mie labbra sulle sue.
LO BACIO. UN BACIO DUE BACI TRE BACI, PICCOLI DELICATI E LUNGHI.
ANCORA UNO, tanto ormai..... sono fottuta! Mi sono innamorata di lui, sarò sua per sempre, sono stata sua questa notte e lo sarò per sempre.
Mi sollevo leggermente, quel tanto che mi è sufficiente per guardare i suoi occhi, chiusi, quando all'improvviso la mano che tenevo appoggiata alla sua sente un movimento sotto di lei e quasi svengo quando due fanali di un blu immenso scrutano i miei. Interrogativi.
Spaventati!
Come se mi dicessero, signorina cosa sta facendo? Cosa le passa per la testa, di molestare un corpo immobile in un letto?
Avvampo immediatamente! Non faccio in tempo a capire quello che sta succedendo quando i suoi occhi si richiudono, ma la sua mano si aggrappa con forza al mio braccio e stringe, stringe... prima di ricadere di nuovo lungo il suo fianco.
Il mio cuore batte all'impazzata. Mi sollevo di più, indietreggio e lo osservo tutto..... vedo che tenta di muovere le dita dei piedi da sotto il lenzuolo.
Non ci vuole una laurea in medicina per capire che il momento del risveglio del mio bell'addormentato  è arrivato.

CAPITOLO 2




CAPITOLO 2.

Gli occhi chiusi, rilassata e felice...... l'acqua calda e profumata, dalie alla finesta.....  un movimento impercettibile nell'acqua, una mano mi accarezza un piede, lo massaggia, con il pollice, fa pressione verso l'interno lentamente......... quanto mi piace..... un'altra mano la sento salire verso la parte alta  della gamba...... un altro massaggio..... più spinto.... un gemito, un altro che non è il mio...... movimenti circolari, dolci ma decisi verso il linguine...... altri sospiri.....qualcosa di caldo e morbido mi sfiora le dita dei piedi, una bocca, rossa, meravigliosa e languida.
Continuo a tenere gli occhi chiusi come a voler assaporare e cogliere ogni minimo movimento di quella bocca che ora è salita al polpaccio, al ginocchio...... all'improvviso la mia gamba, con fare deciso viene posizionata sulla sua spalla, l'altra lungo i suoi fianchi...... le sue mani e la sua bocca lavorano all'unisono. Donandomi un piacere mai provato.
Mani esperte, dita giocose, vogliose...come mi sento io in questo momento.
Il desiderio mi assale, con forza e prepotenza..... spalanco gli occhi e lo vedo.
Bellissimo, indescrivibile..... anche lui ha gli occhi chiusi, adoranti in preda alla passione..... con le mani si fa spazio  tra le mie gambe... le fa passare tra i suoi fianchi, fa di me quello che vuole, come un burattino tra le sue braccia!
Mi modella a suo piacimento ed io sono completamente, totalmente persa, totalmente schiava di lui. LUI ANTHONY, l'oggetto dei miei sogni, so che è un sogno, ne sono cosciente, ma non mi interessa, voglio viverlo come se fosse reale. E' talmente intenso quello che provo,  non mi lascia il tempo di pensare ancora che apre gli occhi.
All'improvviso mi ritrovo a fissare due cieli azzurri in tempesta. Sono talmente limpidi  e trasparenti da potermici specchiare, da potermici perdere; così chiari e sinceri da riuscire ad arrivare alla sua anima..... lui me lo concede, si sta concedendo a me, totalmente e io a lui di rimando. Le nostra anime si leggono.
Si cercano. SI TROVANO.
Si avvicina alla mia bocca mi prende con  forza e delicatezza insieme, con una intensità e grazia di movimenti. Sento la sua lingua disegnare il profilo del mio labbro superiore e poi quello inferiore, si distanzia un attimo, mi guarda... come a chiedere un muto consenso per spingersi oltre, la mia bocca si apre leggermente e si aggancia alla sua. Le nostre lingue si sfiorano, si contorcono, gemono.... nel delirio totale dei sensi. Prendo la sua lingua tra i denti, la stringo leggermente e lo fisso negli occhi, in senso di possesso. TU SEI MIO E BASTA, MAI PIU' DI NESSUN ALTRA! Lo lascio mi fiondo sulle sue labbra dolcemente, cercando di riprendere fiato.
Questo bacio è talmente intenso che quasi potrei arrivare al culmine del piacere senza fare altro!
Il mio ventre sta per esplodere, il respiro affannoso non si placa...... il mio petto si espande, ondeggia su e giù...... la sua bocca arriva al mio collo lentamente.... lecca, succhia. inarco la schiena e getto la mia testa all'indietro, gemendo senza pudore mentre le sua mano mi sostiene la nuca......e le sue dita spariscono sotto i miei riccioli scuri.
Quelle mani quel tocco, brividi dietro la schiena, finalmente sento la sua voce, roca e bassa. Lo sento chiamare il mio nome...."Bella. Bella..... sei mia, solo mia".
L'altra mano scende sui miei glutei, accarezza, strizza e spinge il mio bacino verso il suo.......lo sento, duro e potente.... è eccitato quanto me. Con le sue braccia mi avvolge tutto il corpo e mi spinge ansimando, senza controllo verso di lui...... sta per esplodere lo sento, mi alita sul collo..... vicino alle orecchie.....lo lascio fare, non oppongo resistenza, il mio corpo si modella con il suo.
Ora una mano è scesa sul mio seno, gioca con il capezzolo, lo tira, lo accarezza, lo strizza e intanto suo bacino ondeggia disperatamente su di me..... lo sento duro e possente.
LO VOGLIO SUBITO ADESSO..... LO VOGLIO DENTRO DI ME.
VOGLIO CHE MI PRENDA, VOGLIO SENTIRLO TUTTO DENTRO DI ME. ADESSO, IMMEDIATAMENTE.NON POSSO ASPETTARE ANCORA. STO IMPAZZENDO.
Lui sembra sentirlo, è quello che vuole anche lui...... mi guarda cerca ancora un consenso verbale questa volta "Isabella ti voglio...... voglio te, ti amo, ti desidero, ti prego"
Non rispondo. Lo fisso, gli sorrido .... ha capito.
Ha capito che il suo desiderio è anche il mio. Ha capito che sono sua. Ha capito che lo voglio con la stessa intesità che lui vuole me. Non è peccato.....
Sento la sua mano sollevarsi e rientrare nell'acqua davanti a me...... sfiora le mie labbra intime un attimo, una frazione di secondo e poi si immerge dentro di me con un dito, si fa strada prima lentamente e poi in modo più deciso. Io rumoreggio in modo indecente.... mi esplora in ogni parte, mi dona piacere, un piacere mai provato. Non va troppo in profondità..... con il pollice della stessa mano gioca il con il clitoride e credo di volare, sì sto volando, non sono più nella vasca ....... ma nel cielo azzurro... e il mio angelo mi guarda posseduto anche lui..... in un'altra dimensione.
Esce da me, emetto un gemito ma non faccio in tempo a lamentarmi per il vuoto che provo, che immediatamente sento la sua mano posizionare il suo membro vigoroso e gonfio all'inverosimile alla mia entrata.
Gemiamo insieme, nello stesso modo, mentre spinge il bacino verso il mio.... entra lentamente, si fa spazio..... si ferma, e spinge ancora lentamente.... si ferma mi guarda, occhi negli occhi .... spinge ancora, si ritrae leggermente adesso e spinge ancora, ancora e ancora..
Dalle nostra bocche sussurri.... a fior di labbra.... le lingue che danzano, ansimi.
"Anthony, ti prego non ti fermare..... è bellissimo, continua così..... sì, sì...... fino in fondo..... di più, ancora, di più.... ti prego....." dalla mia bocca escono preghiere e suppliche.....
"Bella sì ah ah ah così..... amore..... spingi il tuo bacino verso il mio anche tu...... avvicinati...... voglio sentirlo tutto dentro di te, voglio riempirti"
 Senza uscire da me si mette in ginocchio..... e spinge ancora.... sempre di più.
Movimenti lunghi e cadenzati..... allunga le braccia sul bordo della vasca, si ancora per spingere meglio.... movimenti rotatori del mio bacino e il clitoride che sfrega su di lui mi fanno improvvisamente pulsare e urlare e lui con me, senza ritegno lo sento vibrare e ansimare e liberarsi dentro di me in poche altre spinte.
Ci fermiamo ansimanti a riprendere aria, ridiamo..... felici.
Sorridiamo contenti, ci baciamo..... ancora è dentro di me. Ancora siamo una cosa sola.
Mi bacia .... esce da me..... si alza prende l'asciugamano , mi avvolge, mi solleva....... mi aggrappo alle sue spalle al suo collo ....... sfinita ma in pace.
"Isabella..... Isabella...... svegliati è mattina, tesoro!" mia madre che come tutte le mattine mi chiama e poi esce per andare all'Emporio a lavorare.
"Sì mamma ecco, mi alzo, sono sveglia" sono sudata, bagnata e intorpidita!
SONO SCONVOLTA, avrò anche sognato ma è come se fosse stato vero!
Anthony, cosa mi hai fatto. Mi fiondo in bagno.... lo stesso del sogno, divento un peperone..... dai Bella un'altra giornata. Un'altra giornata con il mio Anthony ha inizio.

CAPITOLO 1



CAPITOLO 1.

"Arrivo Dr. Cullen, finisco di compilare le schede dei pazienti e sono subito da lei"
Ecco lo sapevo, lo sapevo, lo sapevo...... me lo sentivo.... oggi nevica, adoro la neve!
La calma e la pace che ne deriva.
Chicago non è tranquilla di questi tempi, le gang arrivano, non ti danno nemmeno il tempo di capire quello che sta succedendo; senti gli spari, le urla,  vedi i corpi cadere per terra..... lo stridio delle ruote, una macchina che si allontana di corsa...... sangue, sangue ovunque!
Non è facile vivere così. Sai che esci la mattina di casa e non sai se ne farai ritorno la sera.
Perchè alle volte capita che anche qualche innocente si trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Luridi Bastardi!
Non si fermano davanti a niente!
Potere, denaro, possesso, lo sfavillante luccichio dell'oro, sesso, lussuria, prostituzione, alcool!
I Boss mafiosi si stanno dando molto da fare, sono incontentabili, anzi incontenibili e oggi hanno esagerato.
Sono stata di turno forzato al pronto soccorso oggi..... alcuni feriti gravi provenienti da una sparatoria..... fortuna nessuno in fin di vita.
Anche una donna, bellissima e bionda, con i capelli lunghi, una pallottola, solo una di rimbalzo conficcata nella spalla...... ha perso molto sangue, ma nulla di grave.
E' arrivata delirando, chiamava un uomo di nome Edward, implorava aiuto!
Forse un marito, forse un figlio..... ma nessuno vicino a lei corrispondeva a questo nome.
Poverina! L'ho aiutata a risistemarsi.... e adesso dorme, dopo che le ho somministrato un tranquillante! il suo sonno però non è sereno, continua a chiamare quel nome "Edward, Edward, dove sei? TORNA! Ti prego, torna!"
Uno strazio, per fortuna dopo non molto si è tranquillizzata e il suo respiro è ritornato regolare.
"Dr. Cullen, eccomi, mi scusi se l'ho fatta attendere qualche minuto....... " consegno la documentazione nelle sue mani e mi dirigo in fretta verso la stanza n. 8, verso il mio paziente preferito, verso colui che al sol pensiero il mio cuore accelera.
PErchè non smetto mai di pensare ad Anthony. Nemmeno quando il mio turno finisce e non vorrei andare a casa. Ma devo farlo, non posso dormire in ospedale, in realtà uno straccio di vita ce l'ho. Vivo con mia madre, non più giovanissima, ma ancora totalmente autosufficiente. Lavora in un negozio di alimentari all'angolo della strada, vicino a casa, guadagna poco, ma quanto basta per vivere dignitosamente, ci facciamo molta compagnia. Mio padre se ne è andato da parecchio tempo, diversi anni fa un colpo secco al cuore ce lo ha portato via. A niente è valsa la corsa in ospedale, quando è arrivato era già morto. Il funerale, i parenti, i fiori, il gelo, in effetti sono passati quasi 10 anni da quel giorno.
Ero piccola avevo 14 anni ed è stato il giorno più brutto della mia vita.
Il cuore in tempesta, la testa in confusione, il dolore, il respiro mozzato...sensazioni lontane, ma ancora vive e vegete dentro di me, nella mia testa.
Giornata limpida quella del funerale, di sole, di gelo, ma lo ricordo poco il gelo. Mi sentivo in una bolla, tutto era ovattato. I saluti e le condoglianze. Gente di cui non mi fregava un bel niente, nemmeno le vedevo le persone, stavano vicine a me ma io non le vedevo.... solo la terra, fredda e umida.... la bara che veniva calata in basso con le corde..... le pale a sollevarla e a gettarla, una, due, tre,...... infinite volte....... finchè è scomparsa dalla mia vista....ed io ...l'unica cosa che riuscivo a pensare era, era che volevo buttarmi dentro, gettarmi in quel buco, essere ricoperta anche io. Quante volte nei mesi successivi mi sono ritrovata distesa nel letto, di notte al buio, congiungendo le mani e le braccia sul petto, mimavo il corpo di mio padre.....volevo provare la posizione, nemmeno io so perchè... volevo imitarlo, forse me lo faceva sentire più vicino.
"Ciao Anthony, eccomi sono qui, ..... adesso mi prenderò cura di te. Lo so tesoro ti ho trascurato oggi, ma adesso mi farò perdonare". Queste le mie conversazioni con lui, il mio monologo quotidiano, ma questo mi bastava, per ora almeno, cercavo di avere pazienza..... lo guardavo tutto, tutto intero..... sotto quel lenzuolo.
Lo scopro, lo svesto, sfilo via con cura solo la parte superiore del camice, gli scopro il petto, lentamente, come la prima volta che mi sono ritrovata a farlo.... non è l'unico uomo che ho visto nudo. E' il mio lavoro, ma lui....lui mi fa sospirare. Le mie dita lo accarezzano piano piano appena appena, impercettibilmente (non sono una maniaca ma una donna sì, cavolo! e non ho mai visto niente di simile) prendo la spugna, la inumidisco, faccio gocciolare dell'olio sul suo petto e massaggio....piano piano lo lavo. Passo alle braccia ricoperte di una sottilissima e morbida peluria bionda, le mani bianche e curate, quelle dita lunghe e perfette e penso a quante donne hanno fatto sospire sotto il loro tocco. Infondo lui potrebbe essere chiunque, io non so chi sia, per cui.... di sicuro, posso dire che non fa il contadino e lavori manuali pesanti. Non ha calli nelle mani gentili e possenti, sono morbide. Inizio ad immaginare le stesse che mi toccano i capelli, che mi sfiorano le labbra ....... il seno ..... il ventre.... il collo, le mie guance e senza rendermene conto me ne porto una sul viso, è fredda, la bacio lentamente, chiudo gli occhi, la annuso, lo respiro voglio farlo entrare dentro di me..... il suo odore, buono, tutto suo, mani forti. Lo venero il mio principe.
Cavolo, Bella, riprenditi subito, se dovesse entrare qualcuno che cosa inventeresti.... passeresti per maniaca, quale sono..... ecco sono una maniaca. Non si possono avere pensieri di questo tipo con un uomo che non può muoversi, con qualcuno fermo immobile ed in uno stato di non coscienza. Con difficoltà, la smetto.... riappoggio il braccio sul letto.... passo all'altro lato.....ma i pensieri ritornano come dei flash...... no no no riprenditi, smettila, vergognati. Come faccio adesso... devo lavare la parte di sotto, le sue parti intime, non ce la farò mai......
Basta
Basta
Chiamo l'infermiera di turno e faccio continuare lei, non mi va molto l'idea che qualcu'altro lo sfiori, ma non posso farlo io........ non posso perdere la mia professionalità, dopo anni è la prima volta che mi capita di avere questi pensieri.
Tutta colpa del sogno della notta precedente!  Devo smetterla di leggere i classici francesi prima di dormire, e poi faccio sti sogni..... non va bene!
Che sogno però........ ero nuda nella mia vasca da bagno...... e.....

PROLOGO




PROLOGO

CHICAGO gennaio 1920

Eccomi, di nuovo qui seduta davanti a lui.... un'altra volta. 

Come tutte le mattine.
In questa stanza semi silenziosa..... le lenzuola chiare, il bianco candido dei muri.

Quell'odore inconfondibile che a tanti fa rabbrividire..... ma a me no! 
Sono abituata.


Da anni ormai entro ed esco da quella porta, alle volte mi ritrovo a cercare di capire perchè non riesco a provare troppa pena.
Sono fredda mi dicono, integerrima, quasi senza pietà!
Sono la caposala dopo tutto, devo farmi rispettare, anche i medici mi temono.
Questo è il mio lavoro, la mia vita...

Le uniche distrazioni? Il mio gatto e i romanzi classici ben sistemati nella libreria!


Ma da quando quest'uomo è steso in questo letto, sono io ad occuparmene ..... per meglio dire... io voglio occuparmi di lui. 


Perchè?
Bella domanda.


Nemmeno io so perchè? 
Non ho una risposta. 
Lo voglio fare e basta. 
Non voglio lasciarlo alle cure di altre mani se non alle mie, non mi fido di nessuno.


"Cuore di pietra" mi hanno soprannominata i colleghi, ma a me poco importa, problema loro non mio.


Qualcuno ha anche scommesso che sarebbe riuscito a strapparmi un invito a cena o una passeggiata ..... se non altro ...... poveri illusi!


Basta chiacchiere, basta pensieri.
Devo stare attenta a quello che sto facendo.
Il rasoio è affilato e potrei rischiare di ferire questo splendido viso
Il viso di uno sconosciuto, di un meraviglioso sconosciuto addormentato.


E' qui da una settimana  e da quando l'ho visto qualcosa dentro di me è cambiato.
Desidero proteggere questo essere inerme, bisognoso di cure, in modo diverso da altri pazienti. 
Non mi sono mai sentita così.


Il giorno che è arrivato, con una ferita alla testa, era già in coma.
Il solo vederlo mi ha turbata e molto anche!
Non so chi lui sia, non aveva documenti con sè.



La polizia di Chicago lo ha trovato riverso sul marciapiedi.
Accanto a lui una bottiglia rotta. 
Sicuramente l'oggetto con cui è stato colpito alla testa e che lo ha ridotto in questo stato. 


Ben vestito, curato, è stato derubato del portafogli e anche di altro.
La sua camicia mancava dei gemelli.


Cosa ci facesse in quel quartiere da solo (forse) e a quell'ora di notte, di questi tempi, bè questo solo lui lo sa e i suoi aggressori naturalmente! 


Penso troppo.
Devo stare attenta.
La sua pelle è delicata e si arrossa leggermente al passaggio della lama.
Cambio l'acqua del catino, questa è sporca di schiuma da barba.
Devo risciacquarlo in fretta. 
Mi alzo e prendo la salvietta calda che ho messo sul calorifero per asciugarlo.
E' nelle mie mani e credo che non riuscirò mai più a trovare qualcuno che possa risvegliare in me questo senso di adorazione.


So che si sveglierà.
Almeno lo spero con tutto il cuore. 
Vorrei poter vedere il colore dei suoi occhi.
Non ho mai visto nessuno di così affascinante. 


"Miss Isabella, Miss Isabella" 


Il Dr. Cullen mi sta chiamando.
Un uomo gentile, pieno di umanità. 


"Sì. Dr. Cullen sono qui. Buongiorno"


"Buongiorno, sempre qui, non dovrebbe lasciare queste mansioni alle infermiere? E' carino da parte sua occuparsi direttamente di questo povero ragazzo. Vediamo, la pressione e la temperatura sono sempre stabili e i suoi caratteri vitali sono buoni, direi che potrebbe anche risvegliarsi da un momento all'altro.L'ematoma e la ferita alla nuca sono quasi totalmente riassorbiti. "

Gli rivolgo un sorriso un po' tirato, non mi piace dare troppa confidenza.

Quando si sveglierà si ricorderà chi è ?
Se c'è qualcuno che lo sta aspettando?
E io cosa farò?


Sono matta, credo di esserlo! 
Una pazza egoista!
Alle volte spero che non si risvegli mai.
Per averlo sempre qui accanto a me.


Il Dr. Cullen sembra essersene accorto.
E' un bravo osservatore.


Questo pensiero è più forte di me, più della ragione.
Non va bene. 
Devo credere intensamente che si risvegli, che guarisca. 
Ho capito di essere perduta, per sempre!

Gli ho anche dato un nome. 

Anthony!